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Dai FELLAH-MENGU al FLAMENCO: un viaggio iniziato circa 1300 anni fa, se non anche più
Jul 13, 2017

E' proprio dai nomadi, dai fellah-mengu (dall'arabo, contadini erranti, senza terra), che il flamenco trova le sue più profonde radici. Originari dell'India, queste popolazioni nel corso dei secoli hanno attraversato l'Egitto, la Cechia e la Slovacchia, per poi stabilizzarsi, verso il XV secolo, nei Balcani, in Italia, in Francia e in Spagna. 
Siamo nell'VIII secolo quando gli arabi conquistano la penisola iberica e, in particolar modo, il sud diventa il cuore della cultura araba: e' così che il canto dei Moriscos inizia ad intrecciarsi con quello locale, caratterizzandolo con le tipiche variazioni delle intonazioni vocali.   Qualche secolo più tardi, anche i gitani giungono in Andalusia* e, favoriti dal clima multietnico e ospitale, "adattano" la loro cultura integrandosi nella società. Ma dal 1400 al 1600 subiscono, insieme agli arabi e agli ebrei, una feroce persecuzione religiosa che li costringe a fuggire sui monti (fellah-mengu, appunto). E' in questo contesto che la cultura musicale gitana si mescola con quella araba ed ebraica. La musica diviene una sorta di veicolo per una ribellione nascosta: i cantori flamenchi infatti denunciano le oppressioni nei loro testi in lingua Calò. Probabilmente è questo il periodo in cui la musica flamenca viene maggiormente caratterizzata dalla tipica malinconia e fierezza che la contraddistingue. 

Il flamenco, quindi, nasce come canto (cante): la chitarra (guitarra) e la danza (baile) sono acquisizioni successive. Siamo verso il 1700 quando il cante e il baile sono i soli elementi del flamenco, che vengono accompagnati dai toque de palmas, senza altri strumenti musicali. Dobbiamo aspettare la fine del 1800 per veder comparire la guitarra e tutti gli elementi stilistici che caratterizzano il baile nella sua forma attuale: siamo nell'età d'oro del flamenco, quando finalmente viene conosciuto e amato dal pubblico spagnolo grazie alle interpretazioni che si tengono nei Café. 

Sull'etimologia della parola flamenco ci sono diverse interpretazioni: alcuni studiosi ipotizzano derivi da "flamencos": così erano chiamati i gitani perchè si credeva provenissero dai Paesi Bassi (Fiamminghi); altri ipotizzano una traduzione letterale del termine spagnolo, che significa fenicottero; altri, dalla parola araba "fellah-mengu", come abbiamo visto all'inizio.


*dall'arabo al-Landahlautsiyya (dal termine goto Landahlauts, lotti terrieri), successivamente semplificato in Al-Andalus

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